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Neolitico

neolithic
Neolitico.

– Un cordiale buonasera dal vostro Paolo Angela. Siamo collegati in diretta con la Val Camonica dove sta per essere portato alla luce un incredibile ritrovamento destinato a rivoluzionare le nostre conoscenze sull’evoluzione della specie umana.
L’inviato è alquanto eccitato: gesticola senza posa, spertica le sopracciglia enfatizzando la mimica del volto e spreme la voce verso tonalità sempre più acute. Sullo sfondo, una dozzina tra uomini e donne in tuta bianca s’accalcano brulicanti rincorrendosi dentro e fuori l’area di scavo, segnata da una lunga rete di plastica arancione.
– Come potete vedere, alle mie spalle c’è grande fermento. Gli scienziati ritengono che quelli rinvenuti nella caverna crollata di Pizzo Badile siano i resti umani meglio conservati mai ritrovati risalenti al periodo Neolitico.
L’inviato, scortato dalle telecamere, si sposta verso un vicino prefabbricato.
– Ma sentiamo cosa ha da dirci in proposito il professor Gardenghi, responsabile degli scavi. Buonasera professore.
– Buonasera a lei e al pubblico di Rai Ein.
– Sembrerebbe che siamo di fronte ad un ritrovamento importantissimo risalente all’età della pietra.
– Esatto. Si tratta di fossili perfettamente conservati di quattro esemplari di Homo Sapiens Sapiens risalenti al Neolitico, periodo che si riferisce alla fase dell’evoluzione umana in cui si iniziarono a costruire e usare utensili ricavandoli da pietre, legno, corno, ossa e conchiglie.
– E ci dica professore, cosa rende assolutamente unici questi scavi?
– Il crollo in blocco della parete superiore della caverna ha schiacciato all’istante i quattro uomini preistorici, imprimendoli nella roccia, in un certo qual modo, come una lastra fotografica. Ciò ha impedito i normali fenomeni di decomposizione, conservando i corpi in ogni minimo dettaglio: pensate che è possibile distinguere l’espressione dei volti!
– Incredibile. Ma mi dicono che c’è pure dell’altro professore…
– In effetti, cosa mai osservata in precedenza, il crollo istantaneo sembra aver intrappolato resti acustici.
– Cioè? Mi perdoni, professore, ma fatico a capire.
– Un fenomeno unico, possibile solo qui a Pizzo Badile per la peculiare composizione minerale ricca di piombo, zinco, ferro e galena ha permesso alle onde sonore di restare stampate nel reticolo atomico della materia, generando preziosi fonossili.
– Davvero incredibile.
– In pratica, sarà possibile ascoltare la viva voce dei quattro corpi rimasti schiacciati nella roccia, sentire cosa si stavano dicendo negli attimi subito antecedenti al cedimento strutturale della caverna.
– Qualche ascoltatore penserà si tratti di uno scherzo: voci nella roccia…
– Al contrario. Chi ha vissuto abbastanza da aver visto in funzione un giradischi, dovrebbe sapere per esperienza diretta che un supporto fisico solido, nel caso specifico il disco di vinile, è in grado di trattenere e riprodurre, con l’aiuto di un adeguato sistema di lettura, voci e suoni di qualunque tipo.
– E’ vero…
– La roccia metallica di Pizzo Badile, molto malleabile oltre che dotata di spiccate proprietà termoplastiche e ferromagnetiche, sì è comportata, in pratica, come un vinile.
– Spettacolare. Chissà cosa avrebbero detto questi uomini del neolitico se avessero saputo che oltre alle incisioni rupestri o ai graffiti, immagini scolpite sulla pietra con utensili rudimentali, senza saperlo stavano incidendo anche le loro voci! Ma avviciniamoci ai reperti in compagnia del professor Gardenghi.
I due si fanno strada oltre la rete arancione, seguiti da un tecnico con telecamera a spalla.
– Eccoci, siamo ora nel c-cuore degli scavi. Scusate l’emozione. Come potete vedere dalle immagini – prosegue sottovoce, forse per il timore di svegliare i corpi fossilizzati – i reperti sono perfettamente conservati. Ci racconti cosa avete potuto dedurre dalle informazioni raccolte finora, professore.
– Ci sono quattro corpi… quello più avanti, con elevata probabilità il capo del gruppo, è piegato in due su qualcosa che sembra un tronco con un manico… ai lati abbiamo altri due corpi fossili, di cui uno stringe in mano una grossa conchiglia, mentre più indietro, l’ultimo dei corpi restituito dalla roccia è dietro a un grosso vaso di legno capovolto e tiene in mano un bastone…
– Incredibile. E’ possibile individuare i pori sulla pelle, osservate ogni singolo capello… a proposito, professore… è un caso che tutti e quattro abbiano i capelli molto lunghi?
– Riteniamo che stessero celebrando un rito propiziatorio, o comunque una cerimonia religiosa.
– Si tratterebbe, dunque, di quattro sacerdoti, gentili telespettatori, personalità religiose dedite a qualche oscuro culto neolitico. Davvero affascinante. E non è accora abbastanza, perché tra poco potremo ascoltare suoni e voci, sì, insomma, la colonna sonora della scena, non è vero professore?
– Lo speriamo. I tecnici hanno scalpellinato ogni minimo fonossile trasferendo il tutto sul computer centrale, che è dotato di un innovativo programma di elaborazione capace di sequenziare ogni singolo rumore rimasto stampato sulla pietra.
– E solo per il pubblico di IperQuark, in diretta su Rai Ein, tra poco prenderà corpo il miracolo: dagli scavi di Pizzo Badile in Val Camonica verrà riportarla alla luce, anzi alle orecchie, la voce fossile di uomini vissuti nel neolitico!
Il presentatore e il professore escono dall’area di scavo per tornare verso il prefabbricato, dove si trova il quartier generale del gruppo di ricerca.
– Ed eccoci nel vero cuore pulsante degli scavi, il computer centrale, dove afferiscono tutti i dati raccolti dai ricercatori. Ci dica professore, cosa è stato possibile ascoltare finora?
– Stiamo dando forma al profilo generale, più che altro. Come potete osservare dal tracciato delle frequenze, c’è una parte iniziale di rumori diffusi, forti, rimasti impressi nella roccia, poi una pausa di quasi silenzio di una ventina di secondi e infine un violento impatto sonoro che con massima probabilità corrisponde al momento del crollo.
– Intrigante. Quindi, professore, potremmo ipotizzare un primo smottamento parziale della caverna, corrispondente al rumore iniziale, che magari abbia precluso ogni possibile via di fuga ai corpi fossili, e in coda il collasso definitivo e catastrofico della caverna?
– E’ probabile. Anche se nella prima fase di rumore è stato individuato un martellare, un percuotere ritmato, ascrivibile ad un agire umano.
– Crede stessero scavando nella caverna, e che ciò abbia causato il crollo?
– Non è da escludere, ma la parte più interessante resta quella centrale, in cui il computer ha riconosciuto le frequenze di almeno due diverse voci umane.
– Davvero drammatico, gentili telespettatori. Immaginate la scena: la caverna che inizia a crollare, il panico, la disperazione, le grida… e tra poco potremo ascoltare tutto questo in diretta! Altro che le tragedie preconfezionate della concorrenza, con attori e sangue finto! IperQuark e solo IperQuark, qui, ora, adesso, rivive la fine straziante di quattro esseri umani, di cui almeno uno sarà stato il vostro tris-tris-tris nonno. Solo IperQuark vi aggiorna in tempo reale sulle scoperte che gettano nuova luce sulla storia dell’umanità… IperQuark è scienza, IperQuark è tv verità! Consigli per gli acquisti.
Seguono alcuni minuti di pubblicità.
– Bentornati, gentili telespettatori. Ecco il momento che tutti attendevamo con ansia: ascolteremo in diretta le voci di questi nostri sfortunatissimi antenati del neolitico pochi secondi prima della tragedia. Consentitemi di ringraziare ancora, a nome dell’umanità tutta, il professor Gardenghi e le rocce di Pizzo Badile, che per millenni hanno occultato i cadaveri e che ora, afflitte dal senso di colpa, “spiattellano” a noi tutta la storia…
Un cenno e il professore ordina al fonarcheologo di far partire la registrazione.
…fuuuuuuu, tunz, tunz, tufuunz, tunz, sbradabada-tunz, tunz, uaaaaiiiiii!
– Spettacoloso. Cosa abbiamo sentito professore?
– La prima parte della registrazione, dove possiamo ascoltare il rumore inziale. Nel tracciato è chiaramente distinguibile il martellare ritmato, cui accennavo in precedenza. In sottofondo, inoltre, l’analisi del computer rileva almeno due diverse voci urlate e gorgheggianti, che interagiscono, secondo il programma di elaborazione, abbozzando un tentativo di corrispondenza armonica.
– In altre parole?
– Per rendere l’idea, potremmo immaginare un controcanto.
– Una liturgia cantata, un rito tribale basato su ritmica e vocalizzi, dunque. Dico bene professore?
– Una cosa del genere.
– E la parte più silenziosa, dove ci raccontava che è possibile distinguere in modo più chiaro voci umane?
– Ora il nostro staff tecnico farà partire la registrazione. Prego.
…uga uh luste, ou bai?… uga gk…uh uh uh frullò uga uga schinschi gk… uga, uuuuh alalà… ah… ah…
– Gentili telespettatori, non è incredibile??? La viva voce di esseri umani vissuti nel neolitico, decine di migliaia di anni fa… Tuttavia, professore, il tono della voce non lascia trapelare paura o agitazione, nulla lascia presagire che abbiano avuto sentore di una morte imminente.
– No, in effetti no. Il rumore della parte iniziale e il frastuono finale non appaiono essere riconducibili ad una stessa causa, sì, insomma, il computer esclude che siano entrambe espressione di rumori dovuti al crollo.
– Ed è possibile decodificare o tradurre in qualche modo i suoni emessi dai cavernicoli?
– Siamo a buon punto. Sequenziando le sillabe e ricostruendo ogni possibile combinazione grazie al database che contiene tutte le lingue esistenti ed esistite al mondo, il computer sta dando un senso ai suoni articolati registrati nella pietra. Entro qualche minuto la WCR sarà completa e potremo ascoltare un primo tentativo di traduzione.
– Fantastico! Che emozioni stasera, eh? Gentili telespettatori, restate su Rai Ein per ulteriori aggiornamenti dopo la pubblicità!
Segue una seconda lunga pausa pubblicitaria.
– E siamo di nuovo in diretta con IperQuark, il vostro appuntamento settimanale con la scienza. Stiamo ascoltando la registrazione impressa nella roccia delle voci e dei rumori prodotti dai quattro sfortunati uomini del neolitico, che decine di migliaia di anni fa hanno trovato la morte in una caverna di Pizzo Badile in Val Camonica, oggi teatro della più grande scoperta dell’archeologia moderna. A che punto siamo professore?
– Il cursore di avanzamento segnala pochi secondi.
– Bene! Torniamo intanto ai quattro corpi fossilizzati. In base alla localizzazione dei reperti fonossili è possibile sapere chi dei quattro sta parlando nel momento del crollo?
– La distribuzione fonospaziale dei reperti ci consente di affermare con ragionevole certezza che la prima voce, quella che pone una domanda, appartiene all’uomo con la conchiglia. La voce che risponde è sicuramente quella del fossile in primo piano, piegato sul tronco col manico.
– Osservando l’espressione del volto del fossile in primo piano, è possibile notare un’espressione particolarmente triste. Ce lo conferma, professore?
– Sì, lo sguardo punta in basso, le labbra appaiono stirate… il computer interpreta la mimica come espressione di profondo sconforto o tristezza.
– Certo che… pensavo una cosa buffa, eh, professore, eh, eh… un mio delirio da profano: i quattro fossili ricordano quattro capelloni, tipo un gruppo punk del ’77, eh. Quello dietro suonerebbe la batteria, quello davanti la chitarra, quello con la conchiglia forse uno strumento a fiato e l’altro, chissà, magari è il vocalist…
– Interessante notazione, dottor Angela… credo che ne terremo conto – replica cogitabondo il professore.
– Professore! – un tecnico sudatissimo richiama l’attenzione – l’elaborazione tradotta dal computer è pronta.
– Bene! – irrompe il conduttore televisivo – Signori e signore rullo di tamburi, l’incredibile sta per realizzarsi, tra un attimo saprete di cosa parlavano i quattro fossili del neolitico. Magari sarà un argomento superato, magari a voi parrà qualcosa di scontato, ma tenete bene a mente, stiamo parlando di uomini vissuti decine di migliaia di anni fa, prima degli Egizi, prima dei Sumeri, prima che la storia avesse inizio. La prego professore, proceda.
– Quello che sentiremo è la traduzione della prima voce, l’uomo con la conchiglia, per intendersi.
… cjks… percshé sei tvriste?… cjkss…
– E’ la domanda che s’intuiva già nella registrazione originale, vero professore?
– Esattamente, dunque, i conti tornano: con estrema probabilità, la domanda è rivolta al fossile con l’espressione triste, quello piegato sul tronco col manico…
– Incredibile. Sentiamo ora, se possibile, cosa risponde quello che, simpaticamente, potremmo chiamare “il chitarrista”.
… cjks.. ogni nota è sthata cantatta, ogni mushica è stata suoonata… cjks… nesskuno potrà inventare kualcosa di nuovo doppo… cjks… il roc è morto…

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(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

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